
LA CASA — IL TERRITORIO
Tagzirt, ai piedi dell'Atlante.
A 600 metri di quota, 660 olivi di Picholine Marocaine in un unico oliveto: una cultivar, un'origine, un raccolto.
Seicento metri, sulle pendici dell'Alto Atlante. La quota fa un lavoro che noi non sapremmo fare: la notte è nettamente più fresca del giorno, la maturazione rallenta e il frutto ha il tempo di costruire i suoi profumi. È un vincolo agronomico — raccolta più tardiva, rese più basse — ed è quello che dà all'olio la sua struttura.
L'oliveto è irrigato con l'acqua dell'Alto Atlante: il fiume e il pozzo sulla sua riva attingono alla stessa falda di montagna.
Quest'acqua di montagna irriga l'oliveto tutto l'anno. Una cultivar, un oliveto: la Picholine Marocaine qui non viene tagliata né integrata con olive comprate altrove.
LA MEMORIA DELLA TERRA
Una terra antica, alberi nel pieno della forza.
La piana di Tagzirt e i primi rilievi dell'Alto Atlante ospitano olivi da secoli. I nostri 660 alberi hanno una trentina d'anni: l'età in cui l'olivo dà il meglio. Non vi raccontiamo di piante millenarie; vi portiamo ciò che una terra da sempre votata all'olivo dà ad alberi in piena produzione.
TIWIZI
Prima l'aiuto reciproco, poi la macchina.
Amazigh significa «uomo libero». Tiwizi è la parola con cui questo popolo chiama l'aiuto reciproco: durante la raccolta ci si dà una mano di appezzamento in appezzamento, e si restituisce quello che si è ricevuto. Per noi non è folclore: è il modo in cui organizziamo il lavoro — regolare e retribuito — ed è il motivo per cui raccogliamo a mano e non a macchina.
In pratica: si raccoglie in tanti, il lavoro è regolare e retribuito, e nessuno percuote i rami per far cadere le olive. È più lento di uno scuotitore, ed è voluto: un albero bacchiato produce meno l'anno successivo.
Per rispetto di ciascuno, non pubblichiamo ritratti: mostriamo i gesti.
Il mondo amazigh →- Località
- Tagzirt
- Regione
- Béni Mellal-Khénifra
- Altitudine
- ≈ 600 m
- Coordinate
- 32°26′ N, 6°11′ W


